Trivellino e il mignolo del destino

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Spettacolo di Commedia dell’Arte

Adattamento e regia a cura del Teatrobàndus, con Isaura Argese, Xenia Bevitori, Vesna Hrovatin, Gianmaria Martini, Julian Sgherla e Giustina Testa.

 

Lo spettacolo

Trivellino e il mignolo del destino è tratto da un canovaccio della Commedia dell’Arte di Flaminio Scala (1611).

Ci sono i personaggi tipici della Commedia: Pantalone, il Dottore, lo Zanni e gli innamorati,  le maschere e gli intrecci amorosi, e ci sono anche elementi tratti dall’attualità, piccoli stravolgimenti comici che rendono lo spettacolo divertente anche per chi non ha mai sentito parlare di Commedia dell’Arte.

Il canovaccio è la base da cui parte il lavoro, che viene di volta in volta modificato in base agli spazi, al tipo di pubblico, agli spunti più vari che le circostanze e l’attualità offrono: ogni replica è diversa dalla precedente, grazie alla duttilità del testo e alla capacità di improvvisazione degli attori del Teatrobàndus.

 

I personaggi

Trivellino: una tipologia di Zanni (servitore), le cui movenze e maschera ricordano il gatto, è spinto all’azione dalla fame e dal sesso.

Pantalone: agisce per denaro e sesso. Avaro e mai disposto a spendere, se non per interessi sessuali. È la massima autorità della famiglia, nonché della commedia, gestisce il denaro e il destino di figli e servitori.

Capitano: è il personaggio che parla un’altra lingua (spagnolo), ha girato il mondo ed è stato protagonista di mille avventure.

Dottore: padre di un innamorato, abile nel raccontare frottole in linguaggio pseudo-erudito per far siìche la “bilancia” penda dalla sua parte sfruttando l’ignoranza dei suoi interlocutori.

Innamorati: personaggi “seri” della commedia, fulcro della storia, recitano senza maschera. Intorno a loro ruotano servi e vecchi, i primi generalmente favoriscono gli amori, i secondi li ostacolano.
Gli innamorati sono il pretesto della commedia, l’avvio della trama, che sarà ben sviluppata dai vecchi ed arricchita di comicità dai servi. Il personaggio è di categoria nobile, elegante nel vestiario e nella postura, nel parlare  e nell’agire.